Monday, December 14, 2015

*******ITALIA:CRIMINI CONTRO L' UMANITA'*******

 *PRESIDENTE OBAMA,OCCORRONO I MASSIMI ESPERTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE PER STABILIRE CON PRECISIONE TUTTI I REATI DA ASCRIVERE ALLO STATO ITALIANO PER IL COMPORTAMENTO SPAVENTOSO, ASSUNTO CONTRO POVERI CITTADINI ITALIANI INVALIDI E INDIFESI DA PARTE DI ISTITUZIONI ITALIANE CHE A LORO VOLTA SI SONO RIVOLTE A CORPI MILITARI QUALI I CARABINIERI PER FAR COMMETTERE GRAVISSIMI DELITTI********rsario*********************************************************************************************************************************************************************************************************************************************CRIMI CONTRO L'UMANITA*******************************************************************************************************************
Hans Peter Gasser, già principale consulente per gli affari legali del CICR (Comitato Internazionale della Croce Rossa), definisce i seguenti principi fondamentali del diritto internazionale umanitario:
Principi fondamentali del DIU[modifica | modifica wikitesto]
Rispettare, difendere e trattare in modo umano gli individui che partecipano, o hanno preso parte, ad azioni di ostilità, garantendo loro l’assistenza necessaria, senza alcuna discriminazione.
Trattare umanamente i prigionieri di guerra e chiunque è stato privato della libertà, proteggendoli da ogni tipo di violenza, in particolare la tortura. In caso di processo, essi hanno il diritto di avere le garanzie fondamentali di qualsiasi normale procedimento giuridico.
Poiché il diritto delle parti coinvolte in un conflitto armato all’uso di metodi o strumenti di guerra non è senza limiti, è illecito infliggere ulteriori pene o sofferenze inutili.
Allo scopo di evitare vittime tra i civili, le forze combattenti devono sempre fare distinzione tra popolazione e oggetti civili da colpire da una parte, ed obiettivi militari dall’altra. Né la popolazione civile, né singoli cittadini od obiettivi civili devono costituire il bersaglio di attacchi militari.[1]
Sulla base di simili principi è ad esempio proibito aggredire medici, ambulanze o ospedali da campo recanti i simboli di Croce Rossa, Mezzaluna Rossa o Cristallo Rosso, emblemi del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. È altresì proibito sparare ad una persona o ad un veicolo che espone una bandiera bianca, dato che essa indica l'intenzione di arrendersi o la volontà di patteggiare. In entrambi i casi, le persone sotto la protezione della Croce Rossa o della bandiera bianca devono rimanere neutrali; non possono quindi compiere azioni ostili e atti di violenza o portare armi o munizioni, poiché questo costituisce una violazione del codice di guerra.
Altri istituti che sono regolamentati, a volte in concorrenza con il diritto bellico, sono norme che riguardano la dichiarazione di guerra (la Carta delle Nazioni Unite del 1945, agli artt. 2 e successivi limita il diritto degli Stati membri a dichiarare guerra, come pure il Patto Briand-Kellogg, stipulato nel 1928, per le nazioni che lo hanno sottoscritto ma usato contro la Germania durante il Processo di Norimberga), l’accettazione della resa ed il trattamento dei prigionieri di guerra; l’esecuzione di crimini efferati; il divieto di aggredire intenzionalmente i civili e la proibizione ad usare armi di distruzione di massa.
È una violazione delle norme intraprendere altresì un'azione militare senza rispettare precise regole, come indossare la propria uniforme o qualsiasi altro simbolo facilmente identificabile e portare armi bene in vista. È proibito vestire l'uniforme nemica ed impersonare un soldato della parte avversa, con il fine di combattere e catturare ostaggi.

Saturday, December 12, 2015

*******DAL SIG.LIBERO*******

SIG,LIBERO,LEI SCRIVE ECCO COME SUICIDANO I RISPARMIATORI,PER DOVERE DI CRONACA LA DEVO INFORMARE CHE HANNO SUICIDATO ANCHE PERSONE CON POCO DENARO SOLO PER RUBARSI I BENI MOBILI E PER RISPARMIARE LA PENSIONE,HANNO USATO PER QUESTI CRIMINI CARABINIERI E FALSI GIUDICI DEI TRIBUNALI DELLA REPUBBLICA,LA COSA CHE LEI NON PUO' SCRIVERE.....CHE A CAPO DI QUESTA ORGANIZZAZIONE O UNO DEI MASSIMI ESPONENTI E PRORIO QUEL SILVIO BERLUSCONI,CHE NONOSTANTE TUTTO LO FANNO APPARIRE ANCORA IN TELEVISIONE,ECCO CHE DEVE ESSERE CONDOTTO IN UNA BASE MILITARE E INTERROGATO,ANCHE COME UNO DEI MASSIMI RESPONSABILI DEI CRIMINI DI GUERRA AVVENUTI IN ITALIA DAL 1994 A TUTT'OGGI************************************************************************************************************************************************************************************************************************LA CONFESSIONE   L'uomo che fregato il pensionato suicida:
L'uomo che fregato il pensionato:
"Ecco come funziona in banca"
Così "suicidano" i risparmiatori / Dati
Istituti colpevoli. Ma a che serve la Banca d’Italia? L'editoriale di Belpietro
La vedova del pensionato suicida: "Temo la contro
denuncia della banca"
"Io Luigino me lo sento sulla coscienza perché mi sono comportato da impiegato di banca e se fossi stato una persona che rispettava le regole non gli avrei fatto fare…
LIBEROQUOTIDIANO.IT"Io Luigino me lo sento sulla coscienza perché mi sono comportato da impiegato di banca e se fossi stato una persona che rispettava le regole non gli avrei fatto fare quel tipo di investimento". Si confessa in una intervista a Repubblica Marcello Benedetti, ex impiegato della banca Etruria di Civitavecchia che ha venduto le obbligazioni a Luigino D'Angelo, il pensionato che si è suicidato per aver perso 110mila euro. Marcello, licenziato un anno fa da quella filiale per un procedimento penale che ha in corso, ora monta caldaie in giro per la sua città.
Racconta di aver proposto lui a Luigino di investire i suoi risparmi in obbligazioni subordinate: "Firmò il questionario che sottoponevamo a tutti, nel quale c'era scritto che il rischio era minimo per questo tipo di operazione". "Avevamo l'ordine di convincere più clienti possibili ad acquistare i prodotti della banca, settimanalmente eravamo obbligati a presentare dei report con dei budget che ogni filiale doveva raggiungere. L'ultimo della lista veniva richiamato pesantemente dal direttore". All'interno della banca "ci dicevano che era sull'orlo del fallimento, e che l'aumento di capitale serviva a salvarci e che se non ci fossimo dati da fare la banca avrebbe chiuso e noi saremmo stati licenziati".
Marcello conosceva "benissimo, sia lui che la moglie Lidia. Era uno dei clienti più diffidenti e convincerlo a fare proprio quel tipo di investimento non fu facile". Ma quando si rese conto che "l'emissione delle obbligazioni subordinate era troppo frequente da parte della banca Etruria" e "che era possibile un imminente fallimento" allora provò amettere "al riparo alcuni clienti, tra cui appunto Luigino". Quindi gli propose "di fare una gestione di fondo. Ricordo che dissi a Luigino: Non succederà mai niente alla banca, ma se dovesse in questo modo salvi i tuoi risparmi. Ma lui non volle farlo: il suo problema era che voleva un rendimento semestrale cosa che la gestione del fondo non gli garantiva. Accettarono solo una quarantina di clienti", "gli altri sono finiti come lui: hanno perso tutto". Poi scoppia a piangere: "Questa è la cosa che non mi perdonerò mai. Aver tradito chi credeva in me. E alla luce della tragedia accaduta al signor Luigino, so che non potrò mai trovare pace né perdonarmi".


Friday, December 11, 2015

AMMINISTRATORE DI POSTE ITALIANE CAIO INSERITO DALLO SVIZZERO DE BENEDETTI********

CHI È FRANCESCO CAIO , AMMINISTRATORE DELEGATO DI POSTE ITALIANE Ingegnere, napoletano, inizia la sua carriera accanto a De Benedetti. Tra i passi salienti del suo curriculum: Omnitel, Olivetti, Merloni e il ruolo di commissario per l'Agenda Digitale, scelta effettuata da Enrico Letta Tweet Francesco Caio 14 aprile 2014 Nel 2013 il premier Enrico Letta lo nomina Mr Agenda Digitale, ruolo per cui Francesco Caio lascia quello di ad di Avio e che esercita fino a marzo. A ottobre scorso il suo nome era circolato anche per prendere il posto di Massimo Sarmi al vertice delle Poste. Ingegnere elettronico, napoletano, la sua carriera inizia con De Bendetti, nel 1991, del quale diventa consigliere. Nel 1994, dopo la liberalizzazione del settore della comunicazione mobile e la prima asta per le frequenze GSM, Francesco Caio diventa capo di Omnitel, prima alternativa all'allora monopolista Telecom.  Nel 1996 De Bendetti lo sceglie per la guida di Olivetti ma dopo un paio di mesi di scontri il manager lascia. Subito dopo passa a Merloni, come amministratore delegato del mobilificio di Vittorio. Segue un passaggio da Cable & Wireless, storica società britannica attiva nel campo delle telecomunicazioni. Lavora come consulente per Londra e per il governo italiano per la realizzazione delle reti a banda larga. Nel suo curriculum ci sono anche le banche d'affari: Lehman Brothers e Nomura Italia.  - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/nomine-manager-pubblici-francesco-caio-7cbbf903-2d64-411f-96c7-199c7ef7635f.html


Thursday, December 3, 2015

FORZE ARMATE ITALIANE*******

Forze armate
Enciclopedie on line
Forze armate
Il complesso delle persone, dei mezzi e delle strutture organizzative di cui ogni Stato dispone per il perseguimento dei compiti militari. In Italia le Forze armate dipendono dal ministero della Difesa e sono costituite da: Esercito, Marina militare, Aeronautica militare e Arma dei carabinieri, corpo elevato al rango di Forze armate nel 2000 (d.lgs. n. 297/2000, art. 2). Non rientrano fra le Forze armate propriamente dette i seguenti corpi dello Stato: Polizia (v. Forze di polizia) e Vigili del fuoco, Guardia di finanza, agenti di custodia, Guardie forestali, dipendenti, i primi due, dal ministero dell’Interno, gli altri, rispettivamente, dal ministero dell’Economia, della Giustizia, dell’Ambiente.
La Costituzione, che all’art. 11 sancisce il ripudio della guerra, prevede che l’ordinamento delle Forze armate sia informato allo spirito democratico della Repubblica (art. 52, co. 2); ne affida il comando al presidente della Repubblica (art. 87, co. 9); stabilisce i principi fondamentali sulla giurisdizione militare (art. 103, co. 3) e assegna allo Stato la legislazione esclusiva in materia di difesa e di Forze armate (art. 117, c. 2, lett. d). Nel rispetto di tali principi, la l. n. 331/2000 assegna alle Forze armate la funzione prioritaria della difesa dello Stato, nonché quella di operare, in conformità al diritto internazionale, al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, di concorrere alla salvaguardia delle istituzioni e di svolgere compiti specifici in circostanze di pubblica calamità o in casi di straordinaria necessità o urgenza (art. 1). La stessa legge, poi, stabilisce che le Forze armate siano organizzate su base obbligatoria e su base professionale, dettando disposizioni per disciplinare la graduale sostituzione dei militari in servizio obbligatorio di leva – ai quali si può ancora ricorrere solo in caso di stato di guerra o di grave crisi internazionale – con personale professionale su base volontaria (art. 2, 3). Tale trasformazione è stata definita dal d. legisl. 215/2001 che ha sospeso le chiamate per lo svolgimento del servizio di leva a decorrere dal 1° gennaio 2005 (art. 7).
L’assetto organizzativo delle Forze armate risalente al 1965 è stato riformato alla fine degli anni 1990, secondo un modello basato su un assetto interforze con un vertice unitario, il ministro della Difesa, massimo organo gerarchico e disciplinare (l. n. 25/1997, art. 1) da cui dipende il capo di Stato maggiore della Difesa, responsabile, in base alle direttive impartite dal ministro, della pianificazione, predisposizione e impiego delle Forze armate (l. n. 25/1997, art. 3). Ogni Forza armata è poi affidata al comando di un capo di Stato maggiore, che è gerarchicamente sottordinato al capo di Stato maggiore della Difesa ed è componente del Comitato dei capi di Stato maggiore delle Forze armate (l. n. 25/1997, art. 4, 6). La riforma ha comportato anche una razionalizzazione dell’apparato con la soppressione dei comandi regionali militari (d.lgs. n. 464/1997, art. 2), la costituzione dell’Istituto superiore di Stato maggiore interforze con il compito di perfezionare la formazione professionale degli ufficiali delle Forze armate (d.lgs. n. 464/1997, art. 3) e l’ampliamento delle Forze armate alla componente femminile (l. n. 380/1999 e d.lgs. n. 24/2000).


Friday, November 27, 2015

*******BERLUSCONI SILVIO E LE SUE FREQUENTAZIONI ESTERE*******

*MASSIMA ATTENZIONE DEI SERVIZI SEGRETI MILITARI ITALIANI,SE L'ITALIA E' PRECIPITATA NEL BARATRO PER GRAN PARTE LO DOBBIAMO A SILVIO BERLUSCONI CON LE SUE FREQUENTAZIONI ESTERE,MAI COME IN QUESTA OCCASIONE DEVE NECESSARIAMENTE FARSI DA PARTE**********************************************************************************************************************************************************************************************************************La presentazione del libro di Bruno Vespa è posticipata. Doveva svolgersi ieri, alla presenza del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, ma si farà il prossimo 16 dicembre. E dire che il Cavaliere era venuto apposta da Milano. Poi però, come ha spiegato il conduttore della trasmissione Rai Porta a Porta, «la delicata situazione internazionale, anche alla luce della crisi tra la Russia e la Turchia, ha suggerito al presidente Berlusconi di rimandare l' appuntamento». L' ex premier sta seguendo con apprensione l' escalation delle ultime ore. Si sente particolarmente coinvolto perché i due litiganti sono entrambi


suoi amici.
Del rapporto con Vladimir Putin si sa già tutto. Berlusconi vede lo "zar" due volte all' anno. Incontri in cui si parla di politica e affari, ma dove non mancano momenti di relax e svago. Berlusconi è stato anche molto amico di Tayyip Erdogan. È il testimone di nozze del figlio del leader turco. I rapporti tra i due si sono recentemente raffreddati, quando il Cavaliere ha commentato negativamente la repressione delle proteste di piazza, sostenendo che Ankara aveva fatto dei «passi indietro» lungo la strada della democrazia. Tuttavia Berlusconi si sente in dovere di fare qualcosa «per non far scoppiare la terza guerra mondiale» e per recuperare «lo spirito di Pratica di Mare», quando, davanti a lui, Nato e Russia firmarono un patto di collaborazione.
Logico che, immerso in considerazioni di politica estera, l' ex premier non abbia tempo per occuparsi delle candidature per le Amministrative 2016: «C' è tempo», assicura e posticipa l' argomento. Oggi potrebbe esserci un vertice di Forza Italia, ma sul tema "politica estera". Nei prossimi giorni Silvio dovrebbe incontrare nuovamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni per provare a chiudere l' accordo, quantomeno sulle città più grandi: Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna.
Intanto, dopo l' ipotesi di Alessandro Sallusti candidato sindaco di Milano, spunta il nome di Daniela Santanchè per il Comune di Torino. La deputata azzurra, originaria di Cuneo, potrebbe essere la carta a sorpresa del Cavaliere per il capoluogo piemontese. Bisogna capire cosa ne pensano i leghisti. Anche perché l' ipotesi della Santanchè non è l' unica in ballo. Tra i possibili candidati ci sono anche i due notai Alberto Morano e Giulio Biino, oltre all' ex vice capogruppo del Pdl Osvaldo Napoli.
di Salvatore Dama

Monday, November 23, 2015

Terrorismo, Alfano: «L'Italia può stare tranquilla, la nostra intelligence funziona»*******

Terrorismo, Alfano: «L'Italia può stare tranquilla, la nostra intelligence funziona»

«Nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona: poi nessun paese è a rischio zero». Ci tiene a tranquillizzare gli animi il ministro dell'Interno Angelino Alfano, a "L'Intervista" di Maria Latella su Sky Tg 24.
Poi cita Bergoglio: «Credo si stia combattendo una terza guerra mondiale a pezzettini. E se la guerra è mondiale - aggiunge - bisogna ripensare le alleanze». L'Europa, sotto la minaccia del terrorismo, si blinda, ma Schengen non è morta secondo Alfano: «Occorre una revisione per rendere più blindate le frontiere esterne, non tra singoli Paesi ma dall'esterno», spiega. D'ora in poi i controlli dureranno di più: «Per puntare alla sicurezza rinunciamo ad un pezzo della nostra privacy».

Su un eventuale legame tra terrorismo e criminalità organizzata, Alfano non crede vi siano elementi che confermino una tesi del genere. «Abbiamo una serie di indizi su altre questioni, ma un legame netto e diretto non è ancora emerso - dice - Se emergesse lo contrasteremmo, ma dobbiamo distinguere il calcio giocato dal fantacalcio». E su eventuali bombardamenti alla Siria da parte dell'Italia, ciò provocherebbe un nuovo "caso Libia". «Se la Siria fosse bombardata senza un percorso di stabilizzazione potrebbe diventare una nuova Libia. Ma noi non abbiamo per oggi certezza che non si vada verso una Libia bis».

Il ministro dell'Interno ha parlato anche di politica romana: «A Roma abbiamo candidati che potremmo sostenere noi, ci riuniremo e decideremo. Marchini è espressione di quel civismo che funziona ma dobbiamo fare la nostra scelta».
Domenica 22 Novembre 2015, 12:04 - Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 09:24 

Monday, November 16, 2015

ITALIA*IN MEZZ'ORA*******PROGRAMMA DELLA RAI RETE 3

Siamo in guerra. E ora? Il procuratore antiterrorismo Roberti, monsignor Galantino, Gino Strada, Enrico Letta tra gli ospiti dello speciale di oggi. Collegati i giornalisti Barbara Serra e Maurizio Molinari. Intervista esclusiva al presidente Rai Monica Maggioni sul rapporto tra media e terrorismo
foto di In 1/2 ora.